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La banca del latte materno

Si chiama Nutrici (l’accento è variabile a piacere tra la “u” e la prima “i” e tra poco spieghiamo perché) ed è stata presentata alla stampa stamattina alla Clinica Mangiagalli di Milano: è la nuova Banca del Latte Umano Donato, realizzata grazie al contributo di Esselunga e dei suoi clienti e grazie a un gesto di grande solidarietà delle mamme donatrici permetterà di nutrire in modo più naturale i neonati prematuri ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale.
«Abbiamo scelto questo nome,Nutrici, perché è la prima richiesta di ogni neonato, quasi un imperativo: “nùtrici!”, ma anche perché è l’aggettivo che descrive meglio le mamme donatrici: nutrìci», ha spiegato il professor Fabio Mosca, direttore della Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano, la più grande d’Italia e tra le prime quattro più importanti d’Europa: ogni anno gestisce la nascita e le cure per circa mille neonati con problemi, di cui 150 bimbi prematuri sotto 1,5 kg di peso.
«I bimbi che nascono fortemente pre-termine sono molto delicati, e il latte materno donato è fondamentale per il loro benessere presente e futuro: può ridurre il tempo di degenza in ospedale perché abbassa il rischio di infezioni e di patologie gastro intestinali, ma aiuta anche a prevenire malattie cardiovascolari in età adulta », ha spiegato il professor Mosca.
La Clinica Mangiagalli è il principale punto nascita d’Italia, con i suoi oltre 6.500 nati l’anno: qui nascono circa 18 bimbi al giorno, quasi uno all’ora, eogni nascita a termine rappresenta una speranza in più per un bimbo prematuro, se la neo-mamma sceglie di donare un po’ del suo latte.
«Per questo è fondamentale poter disporre di una Banca del latte materno: alle mamme donatrici viene fornito un tiralatte e tutto il materiale necessario e garantiamo, grazie aHuman Milk Link, il ritiro a domicilio (con un’apposita ape car, ndr) e la consegna sicura alla nostra Banca», spiega il professor Mosca. Arrivato in Policlinico, il latte donato viene pastorizzato, analizzato per valutarne le proprietà nutritive e poi riposto per la conservazione in speciali freezer in grado di contenere oltre mille litri di latte. «Una volta pronto il latte può essere distribuito, gratuitamente, ai neonati che ne hanno bisogno, compresi quelli nati a termine ma con gravi intolleranze o patologie particolari, o a quelli le cui mamme non riescono ad allattare», aggiunge Mosca.
Tutte le mamme possono allattare, non ci sono controindicazioni e nulla viene tolto al proprio bambino: «la quota di latte che viene donata è latte prodotto in più, che andrebbe sprecato», rassicura lo specialista.
Alla conferenza stampa che si è svolta questa mattina nell’Aula Magna c’erano almeno 200 persone, tra giornalisti, fotografi e medici. C’era anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni (che ha ricordato che insieme alle altre due Banche del latte di Milano – in Melloni e alla S. Giuseppe- si deve lavorare per coprire le esigenze di tutta la Lombardia) e la famiglia Caprotti di Esselunga, che attraverso una campagna dedicata all’iniziativa da ottobre 2014 a ottobre 2015 ha raccolto poco meno di 700 mila euro grazie alle donazioni dei clienti dei supermercati diffusi su tutto il territorio nazionale.
Nutrici è stata realizzata grazie al contributo di Esselunga e dei suoi clienti, in collaborazione con l’Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad Alto Rischio (Aistmar Onlus).
La Banca fa parte dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD Onlus –www.aiblud.com), nata a Milano nel 2005 e che oggi conta sul territorio nazionale 33 strutture dedicate alla raccolta del latte materno.

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dal web: Io Donna 8 aprile 2016

La giornata Mondiale della lentezza

La Giornata Mondiale della Lentezza si celebra il 9 maggio, di lunedì. «Perché è il giorno della settimana in assoluto più duro, quando l’invito a rallentare acquista un peso particolare», spiega Bruno Contigiani, fondatore dell’Associazione Vivere con Lentezza, che da dieci anni anima un evento declinato in mille modi (e tempi) diversi in Italia e nel mondo. Vivere slow è sempre più trendy, ma quanti riescono davvero a farne una filosofia di vita? «È difficile perché tutti noi, quando siamo sottoposti a pressioni e difficoltà, reagiamo accelerando», prosegue Contigiani che, con un curriculum da manager ai vertici della comunicazione, prima in Ibm e poi a Telecom Italia, sa bene cosa significa avere ritmi serrati. «Poi, in seguito a un incidente, ho capito che la vita mi stava dando un segnale, un monito di cambiamento», racconta.

È iniziato così il percorso dell’associazione, la cui missione è «provare a cambiare il modo di vivere, di lavorare e di pensare l’economia nel rispetto di noi stessi, degli altri e del pianeta che occupiamo». Vivere con Lentezza opera in India attraverso progetti di scuole nelle baraccopoli di Jaipur; a Pavia e Piacenza, nelle Case Circondariali, con gruppi di lettura ad altra voce e con la produzione di periodici scritti dai detenuti. «In Italia e in tante parti del mondo continuiamo a invitare le persone a rallentare, per capire dove stanno andando, e dove vogliono andare», prosegue Contigiani, ricordando alcune splendide “conquiste della lentezza”, come le città che scelgono i 30 Km orari nei propri centri storici o «la High Line di New York, il parco lungo la ferrovia sopraelevata voluto dal sindaco Bloomberg, che ha riqualificato una struttura sottraendola alla speculazione immobiliare e offerto ai cittadini una meravigliosa passeggiata».

La lentezza è una strategia vincente perché, «come accade nel traffico, se cerchiamo di accelerare non arriviamo prima ma incontriamo maggiori intoppi. Quando siamo sotto stress, una decisione frettolosa può avere conseguenze catastrofiche: ed è una regola che vale per le singole persone così come per la politica o la gestione aziendale». Ma la filosofia slow oggi ha un avversario: l’uso pervasivo di tecnologia. «Non sono contrario alla tecnologia, se resta un mezzo e non diventa un fine – , osserva Contigiani -. Non dovrebbe sostituirsi alle relazioni, alla ricerca, all’apprendimento concreto. Capita sempre più spesso di trovarsi a un evento ma essere soli, di essere immersi nella bellezza senza vederla, di sostituire relazioni umane con amicizie virtuali, di perdere l’attenzione per le persone che ci circondano». web:

Io Donna

Spesso ho riflettuto su quanto si corre quotidianamente e nella vita. Quasi bruciando le tappe, momenti, insegnamenti esperienze. Le emozioni non si fermano a fior di pelle, tutto passa.

Si corre già pronti verso altro.

Il piacere della lentezza, della consapevolezza dell’attimo che si sta vivendo di assaporare non c’è, non si rallenta, quasi che il tempo non bastasse mai.

Come se qualsiasi cosa fosse una perdita di tempo. 

Si perde la visione della bellezza del panorama, del prendersi del tempo invece che pensare di perderlo.

Il profumo dei ricordi

Il profumo dell’erba sollecita ricordi e torno indietro nel tempo. Bambina che passeggia in giardino prima di colazione respiro i fiori e i colori, il sole e il cielo. E poi ragazza respiro nella calura estiva il profumo della terra che rende ancora più dolce i baci. Dolci ricordi. Oggi chiudo gli occhi e respiro il tempo ogni volta che la natura si risveglia e la mia sensibilità è tutt’uno con essa. Dolce respiro.

Il mio nuovo MyBlog

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